Chi si occupava di riciclare??

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Andrea58
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Chi si occupava di riciclare??

Messaggio da Andrea58 »

E' una domanda che mi sono sempre posto ed è relativa al riciclo dei materiali nobili tipo l'ottone in ambito bellico.
In un paio di libri (non chiedetemi quali, non ricordo) ho trovato un accenno al recupero del munizionamento non sparato da parte tedesca sui campi di battaglia ed il loro reimpacchettamento e ridistribuzione. Era un lavoro eseguito a tempo perso da personale femminile o da feriti leggeri durante la convalescenza. Anche alcune nostre scatoline riportano "reimpacchettato a...".
Era perciò pratica comune. Si vedono poi bossoli ricaricati di calibri che partono dal 12,7 a salire ed anche il riutilizzo dei bossoli del 6,5. Per i bossoli da cannone terrestre era relativamente facile e sicuramente pagante visti i pesi e la comodità della raccolta. La marina invece cosa faceva, li rimetteva nelle riservette e li scaricava una volta in porto? La raccolta poi della "minutaglia" tipo 6,5 la ipotizzo solo nei poligoni per questioni di praticità.
Fino a qui si tratta di ottone ma il ferro come veniva trattato e con che modalità? Un camion distrutto è "tanta roba" percui escludo lo si lasci a marcire come pure un carro armato per non parlare di un aereo con tutto quel bell'alluminio.
Ma chi si occupava della cosa e con che modalità? Se era l'esercito vuoi che non esista l'apposita libretta?
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lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra
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