Munizioni Italiane II Guerra

Munizioni fino a 20mm
Gotic Line Alarico

Messaggio da Gotic Line Alarico »

Quoto Centerfire: il senso "umanitario" è quello, [self]ringrazio Fert e Kanister in quanto amante delle armi lunghe e di squadra non ho mai approfondito i calibri per pistola e per mitra, ero convinto che esistesse il 9x19 para (corto) e il 9x21 (lungo), allora avevano anche due munizioni diverse da fornire anche nel 9mm, mi cospargo il capo di cenere e preparo il letto di ceci secchi per inginocchiarmici sopra[incazz][incazz], scherzi a parte mi avete fatto partecipe di informazioni che non conoscevo, per curiosità sfogliando un libro ieri sera mi è capitato un arisaka camerato in 7.e qualcosa, probabilmente anche loro hanno avuto i problemi "umanitari" col 6.5 mm
Un caro saluto[ciao2][ciao2]
Oklahoma BANNATO

Messaggio da Oklahoma BANNATO »

Voglio spendere qualche parola sull'energia del 91.
Durante la Grande Guerra un certo Farina,inventò le corazze d'assalto!
Le corazze venivano provate davanti alle truppe schierate, venivano investite da una scarica della Fiat 1915(Notoriamente la Migliore[:(!])senza danni apparenti.
Poi le truppe hanno tentato di oltrepassare il fiume.
Tutti,ritengo,abbiamo visto il filmato di come si è concluso l'assalto davanti alle Shwartloze.
Basta mettere sulla bilancia un proiettile 6.5 ed un 8 mm compitare l'apposita formula E=MxV2(quadrato)ed è risolto il problema.
Tornando al discorso iniziale,mi sembra di capire,che l'Esercito Italiano non ha mai usato il 7.35!
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kanister
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Messaggio da kanister »

Ciao Gotic Line, non preoccuparti, come è stato ripetuto molte volte si frequenta i forum per imparare. Comunque tieni presente che, più o meno usati, più o meno conosciuti, sono esistiti almeno una dozzina di diversi calibro 9 che hanno superato la fase della sperimentazione, e tralasciamo i .380, in alcuni casi molto simili.

E teniamo presente che, limitandosi ai 9 durante la guerra ne furono grandemente utilizzati almeno 4 diversi
- 9 corto per le 34
- 9 Para per la maggior parte dei mitra (MP40, Sten, .....)
- 9 Glisenti per le Glisenti ed alcuni mitra beretta degli anni 30
- 9M38 specifico per i 38A
e tralasciamo anche in questo caso i 9x25, il 9 Largo spagnolo, il 9 di alcuni mitra austriaci, in quanto di uso molto limitato.
Veriano_Vidrich

Messaggio da Veriano_Vidrich »

CENTERFIRE TI RINGRAZIO PER IL TUO CHIARIMENTO, CHE GIà PREVEDEVO.DESIDERAVO SOLO EVIDENZIARE CHE UN 'ARMA è GOSTRUITA SOLO PER UNA FUNZIONE CHE, PURTROPPO, BEN CONOSCIAMO.LA GUERRA UMANITARIA è SOLO UN'UTOPIA.
NON DESIDERO ASSOLUTAMENTE FARE POLEMICA Nè TANTOMENO HO LA PRETESA DI DIRE QUALCOSA DI NUOVO ED ECLATANTE. GRAZIE PER LA PRECISAZIONE, CHE VALE PER TUTTI COLORO CHE LA LEGGONO,ME COMPRESO.
AVREI UNA DOMANDA ,SE NON CONTRASTA COL TOPIC: HAI MAI VISTO LE FERITE DEL "PICCOLO" 222 ?
ESSO AGISCE PER ALTA VELOCITà E NON PER MASSA D'ARRSTO. TANTI ANNI FA AL MIO CORSO UFFICIALI VEDEMMO QUALCOSA DEL GENERE.NO COMMENT, ANCORA.
CORDIALI SALUTI E CHIEDO SCUSA PER LA MIA LUNGHEZZA.
V.V.
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giovanni
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Messaggio da giovanni »

Fossi in voi non "bistratterei" troppo il cal. 6,5 dato che accorciato, riveduto e corretto potrebbe divenire operativo come prossimo calibro USA
(c'era già uno studio in proposito da parte nostra negli anni '30)
Le 8 breda furono largamente impiegate tant'è che mi risulta sicura produzione di tali armi da parte della Breda per l'Esercito Repubblicano e per i Tedeschi nelle gallerie Gardesane dalla fine del '44 al '45 quindi fino alla fine del periodo bellico.
Per il 7,35 mi risulta, oltre che quella da parte della GIL anche un' adozione da parte dell'artiglieria costiera (questo confermerebbe i ritrovamenti liguri)
Sulle formule ci starei attento: la punta della palla era in alluminio che a qualcuno, come formula costruttiva, ricordarderà il 5,45 russo creato in questo modo per avere lo stesso effetto dei 5,56 americani (alias 223 rem.) utilizzati in Vietnam e i cui effetti erano devastanti. Fu l'adozione della palla 5,56 NATO (tipo SS109) che ovviò al problema umanitario....
Morale: nel nostro campo tutto è possibile e non occorre stupirsi di nulla ed è proprio questo che lo rende unico(domenica ho recuperato dei 7,62 Moisin Nagant sicuramente utilizzate da reparti tedeschi).
Tutti i giorni è possibile scoprire ancora qualcosa di nuovo...
buona caccia
Giò
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Messaggio da Centerfire »

Veriano, assolutamente nessun problema!
Le polemiche esistono solo quando si vogliono creare e quì ci ritroviamo unicamente per imparare su temi vasti e poco conosciuti e se possibile portare il nostro piccolo contributo.[;)]
Pur essendo appassionato di armi da ormai 40 anni e raccogliendo documentazione da una trentina preferisco leggere il più possibile le nozioni che altri meglio di me hanno capito ed assimilato e farne tesoro, se poi ho l'occasione di poter sciogliere qualche piccolo dubbio ecco, è una piccola gratificazione che mi concedo!
E ti puoi immaginare con che attenzione leggo i post di persone del calibro di Giovanni, Fert e molti altri che per brevità non cito....

Il .223 aveva il brutto "vizio" di essere instabile nel traversare dei tramiti mòlli, più o meno come lo spillo russo in cal 5.45... aveva problemi anche con la durata delle rigature a causa del suo caratteraccio, adesso col nuovo proiettile le cose vanno un pò meglio![:D]
norby73

Messaggio da norby73 »

Scusatemi se faccio un OT ma spero serva

Caro Centerfire in uno dei tuoi interventi dici "...Nel caso il proiettile attinga un'arto si arriva..." e poi ancora "...quando non attinto in zone vitali ..." bene quello che mi interessa è il verbo attingere dato che l'identica frase l'ho sentita in un intervista alla TV "..il proiettile mi ha attinto al braccio" vorrei far presente che il verbo attingere con i proiettili non ha nulla a che vedere.
Se andate a vedere cosa vuol dire, riporto di seguito il De Mauro on line verbo Attingere
1a v.tr., prendere, tirare su, spec. acqua, da una fonte, un pozzo o sim. usando un recipiente, un mestolo ecc.: a. l’acqua; a. dalla cisterna: trarre dalla cisterna o dalla botte, spec. vino
1b v.tr., fig., trarre, ricavare: a. informazioni da una fonte certa; prendere: a. soldi dalla cassa comune
2a v.tr. LE toccare, raggiungere: il mar si leva, e quasi il cielo attinge (Ariosto) | v.intr. (avere) arrivare a ottenere qcs.: a. alla fama
2b v.tr. LE fig., ottenere, conseguire: quasi del viso e degli occhi di lei dovesse attignere ogni suo bene (Boccaccio) arrivare a comprendere, capire

Non so chi abbia inserito questo verbo nella terminologia "forense/burocratica" ma credo che non abbia nulla a che fare con colpi di arma da fuoco, non c'è comunque da stupirsi fino agli anni ottanta i fiumi straripavano poi all'improvviso hanno iniziato ad esondare come per incanto.
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Messaggio da kanister »

Ciao Norby, mentre per motivi anagrafici non posso non esserti vicino e non capirti, d'altra parte purtroppo non posso nemmeno non subire certe innovazioni nel linguaggio. Come giustamente lo definisci è forense/burocratico ma anche "politicamente corretto" e se non lo usi sei decisamente antiquato. Io mi rifiuto di usare certi termini in uso comune anche nel forum, quali thread, post,...., esistono termini italiani equivalenti che possono essere altrettanto comprensibili e penso che usarli a proposito sia più utile che non dimostrare acquiescenza alle mode del momento. In fin dei conti le nostre passioni ci portano più al rispetto dell'antico che alle modernità.
norby73

Messaggio da norby73 »

Kanister qui non si tratta di innovazioni, si tratta di sbagliare verbo
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Messaggio da kanister »

No, per conto mio è un nuovo uso di un vecchio verbo, evidentemente non ancora accettato dai vocabolari. Ne abbiamo decine di esempi, tutti derivanti da un iniziale errato utilizzo di una parola od un'espressione da parte di una qualunque "personalità" che la televisione amplifica e rende comune a chi con il vocabolario non ha un buon rapporto. Come possiamo vedere dopo qualche tempo tale uso nella maggior parte dei casi passa nel dimenticatoio. Purtroppo qualche volta questo non succede.
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